Pietracamela
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Pietracamela mt. 1005
uno dei comuni più alti della provincia, è al riparo dei caratteristici roccioni che delimitano in basso i vasti Prati “retrivi” (Prati di Tivo), verde declivio morenico che si eleva verso il Corno Piccolo (m. 2655) ed il Corno Grande (m. 2912) del Gran Sasso d’Italia, la cima più alta dell’Appennino. Un insediamento antico e dalle origini leggendarie. Portò il nome di Petra Cimmeria, dai popoli Cimmeri o Camerìa, dai Camerti ... qualcun altro ritiene che il toponimo è da riferire alla grande roccia a forma di cammello che sovrasta le case. Nel nucleo medievale (“La Terra”) sono numerose testimonianze storiche ed artistiche uniche o rare. Di particolare rilievo: la chiesa di San Giovanni (1432) sulla cui fronte spiccano il portalino iscritto, il campanile a vela, la meridiana antica e l’orologio; la chiesa di San Rocco (1530); la casa de li Signuritte, con le emblematiche bifore del ‘400; la casa di don Ioani del 1505 con lo “stemma civico”; le iscrizioni dei due “governatori” della Valle Siciliana, Baltasar Carvallus Hispanus (1526) e Marcellus Carlonus de Neapoli (1590), l’una all’ingresso del borgo in Piazza Cola di Rienzo (che una leggenda vuole abbia avuto quivi i natali) e l’altra nella casa Perfetti, prima della chiesa di San Rocco. Sopra il paese, tra rocce e fienili in parte trasformati in villette, vi è “Sopratore”, luogo caratteristico, più volte ritratto dal pittore petrarolo Guido Montaùti (1918-1979) ed affrescato dal suo gruppo artistico “Il pastore bianco”.Verso valle, alle prime case, nel quartiere meno antico (“La Villa”), si può ammirare l’odierna chiesa parrocchiale di San Lèucio. Nei pressi, la canonica ed antichi fienili.



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